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Ø50×30 mm Elettromagnete 24V DC – Automazione Marcatura Laser
Caratteristiche generali
- Progettato per linee automatizzate di marcatura e codifica laser
- Adatto alla movimentazione controllata di piccoli componenti in acciaio ferromagnetico
- Corpo rotondo compatto per macchine con spazio di installazione limitato
- Presa e rilascio controllati elettricamente con alimentazione 24V DC
- Filettatura femmina M6 per l’integrazione meccanica
- Utilizzabile nei sistemi pick and place e di posizionamento
- Adatto alle operazioni di alimentazione e trasferimento di etichette in acciaio
- Idoneo a cicli di automazione intermittenti nel rispetto del ciclo di lavoro nominale
Caratteristiche tecniche
- Diametro dell’elettromagnete: Ø50 mm
- Altezza del corpo: 30 mm
- Tensione di funzionamento: 24V DC
- Ciclo di lavoro: 50% a 24V DC
- Connessione di montaggio: filettatura femmina M6
- Tipo di prodotto: elettromagnete rotondo
- Metodo di controllo: elettrico ON/OFF
- Principio di funzionamento: attrazione elettromagnetica
- Applicazione principale: automazione della marcatura laser
- Componenti compatibili: etichette ferromagnetiche e piccoli pezzi in acciaio
- Integrazione nell’automazione: sistemi pick and place
- Funzione principale: presa, trasferimento e rilascio controllati
L’elettromagnete Ø50×30 mm a 24V DC è progettato per la presa, il posizionamento e il trasferimento controllati di piccole etichette e componenti in acciaio ferromagnetico nei sistemi automatizzati di marcatura laser. Il corpo rotondo compatto e la filettatura femmina M6 consentono l’integrazione in meccanismi pick and place, attuatori lineari e attrezzature speciali compatibili. Con un ciclo di lavoro del 50% a 24V DC, l’elettromagnete offre una funzione di attrazione e rilascio controllata elettricamente per cicli produttivi intermittenti.
| Specifica tecnica | Descrizione |
|---|---|
| Tipo di prodotto | Elettromagnete rotondo compatto |
| Diametro dell’elettromagnete | Ø50 mm |
| Altezza del corpo | 30 mm |
| Dimensioni complessive | Ø50×30 mm |
| Tensione di funzionamento | 24V DC |
| Ciclo di lavoro | 50% a 24V DC |
| Connessione di montaggio | Filettatura femmina M6 |
| Metodo di controllo | Elettrico ON/OFF |
| Principio di funzionamento | Attrazione elettromagnetica |
| Applicazione principale | Automazione della marcatura laser |
| Componenti compatibili | Etichette ferromagnetiche e piccoli pezzi in acciaio |
| Integrazione nell’automazione | Sistemi pick and place |
| Funzione di tenuta | Tenuta magnetica controllata elettricamente |
| Metodo di rilascio | Interruzione dell’alimentazione elettrica |
| Modalità operativa consigliata | Funzionamento intermittente |
| Funzione principale | Presa e trasferimento di componenti ferromagnetici |

1. Elettromagnete Ø50×30 mm per l’automazione della marcatura laser
L’elettromagnete Ø50×30 mm a 24V DC è progettato per la movimentazione controllata di piccoli componenti ferromagnetici nei sistemi industriali di marcatura e codifica laser.
La struttura cilindrica compatta consente l’integrazione in meccanismi automatizzati di alimentazione, posizionamento e trasferimento quando lo spazio di montaggio è limitato.
L’elettromagnete può essere utilizzato per prelevare etichette in acciaio compatibili, trasportarle verso un’attrezzatura di marcatura e rilasciarle nella posizione prevista.
2. Perché utilizzare elettromagneti nelle linee di marcatura laser?
La marcatura laser industriale richiede il posizionamento preciso dei pezzi nella stazione di lavorazione. I componenti possono essere prelevati da un alimentatore, trasportati verso un dispositivo di fissaggio e posizionati prima della marcatura.
Gli elettromagneti offrono un metodo di presa controllato elettricamente per componenti ferromagnetici compatibili.
L’integrazione con un sistema meccanico di trasferimento permette di automatizzare le operazioni ripetitive di movimentazione dei pezzi.
3. Diametro compatto Ø50 mm e altezza del corpo di 30 mm
L’elettromagnete presenta un diametro esterno di Ø50 mm e un’altezza del corpo di 30 mm.
Queste dimensioni ne consentono la valutazione per gruppi macchina compatti, meccanismi di trasferimento a corsa breve e postazioni automatizzate con spazio di installazione ridotto.
Prima dell’installazione è necessario verificare la compatibilità del fissaggio e gli ingombri disponibili in relazione alla progettazione della macchina.
4. Tensione di funzionamento 24V DC
Questo elettromagnete funziona con una tensione nominale di 24V in corrente continua.
Quando la bobina viene alimentata, genera un campo magnetico che attira i materiali ferromagnetici compatibili verso la superficie attiva di presa.
L’alimentatore e i componenti di commutazione devono essere selezionati in base ai requisiti elettrici effettivi dell’elettromagnete.
La tensione nominale di 24V DC non implica automaticamente l’idoneità al funzionamento continuo.
5. Che cosa significa un ciclo di lavoro del 50%?
L’elettromagnete è specificato per un ciclo di lavoro del 50% a 24V DC.
Ciò significa che la sequenza operativa deve comprendere periodi appropriati di alimentazione e disalimentazione, senza considerare il prodotto un dispositivo destinato a rimanere continuamente alimentato.
Ad esempio, un ciclo automatizzato può comprendere presa, trasferimento, rilascio e attesa.
La definizione del ciclo ammissibile deve tenere conto del ciclo di lavoro nominale, delle condizioni termiche e delle istruzioni applicabili del produttore.
6. L’elettromagnete può rimanere alimentato continuamente?
Non si deve presumere che questo modello sia adatto all’alimentazione continua a 24V DC.
Il ciclo di lavoro dichiarato del 50% richiede una gestione appropriata dei periodi di alimentazione e di riposo.
In un sistema automatizzato di marcatura laser, la bobina può essere alimentata durante le fasi di presa e trasferimento e disattivata dopo il rilascio del componente.
Le applicazioni che richiedono una tenuta magnetica continua devono essere valutate separatamente.
7. Connessione di montaggio con filettatura femmina M6
L’elettromagnete è dotato di una connessione di montaggio con filettatura femmina M6.
Questa connessione può essere utilizzata per l’integrazione con staffe compatibili, bracci di trasferimento, meccanismi di movimento lineare e attrezzature di automazione progettate su misura.
Per un montaggio affidabile sono importanti il corretto impegno della filettatura, l’allineamento meccanico e il sistema di fissaggio.
La sola dimensione della filettatura non consente di determinare il carico meccanico ammissibile.
8. Come funziona un elettromagnete?
Un elettromagnete genera un campo magnetico quando la corrente elettrica attraversa la bobina interna.
Quando un componente ferromagnetico compatibile si avvicina alla superficie attiva di presa, può svilupparsi una forza di attrazione magnetica tra l’elettromagnete e il pezzo.
L’effetto di tenuta magnetica si mantiene finché la bobina rimane alimentata entro i limiti operativi consentiti.
Dopo l’interruzione dell’alimentazione, il campo magnetico diminuisce, permettendo il rilascio del componente. In alcune applicazioni, il magnetismo residuo o l’adesione meccanica possono influenzare il comportamento durante il rilascio.
9. Presa e rilascio controllati elettricamente
Il principale vantaggio di un elettromagnete nei sistemi automatizzati è il suo funzionamento controllabile elettricamente.
Una sequenza tipica può essere organizzata nel modo seguente:
Alimentazione ON → Presa del componente → Trasferimento → Posizionamento → Alimentazione OFF → Rilascio.
Questo metodo è particolarmente utile nei processi produttivi ripetitivi in cui i componenti devono essere spostati tra posizioni definite.
La precisione finale del posizionamento dipende dall’intero sistema meccanico e non soltanto dall’elettromagnete.
10. Movimentazione di etichette identificative in acciaio
Le etichette identificative in acciaio vengono utilizzate per l’identificazione dei componenti, la tracciabilità e la marcatura industriale.
Quando il materiale dell’etichetta presenta proprietà ferromagnetiche adeguate, l’elettromagnete può essere impiegato per sollevarla e trasferirla all’interno di un sistema di alimentazione automatizzato.
Lo spessore, la geometria, le condizioni superficiali e l’area di contatto dell’etichetta influenzano la capacità effettiva di tenuta.
Prima di definire il progetto del meccanismo di movimentazione, si raccomandano prove con campioni rappresentativi della produzione.
11. Movimentazione di piccoli componenti ferromagnetici
Oltre alle etichette identificative, l’elettromagnete può essere considerato per la movimentazione di piccole piastre in acciaio, rondelle, dischi, componenti stampati e pezzi ferromagnetici simili.
L’idoneità di ciascun componente dipende dal materiale, dalle dimensioni, dal peso e dalla superficie di contatto disponibile.
L’elettromagnete deve essere selezionato in funzione delle reali esigenze di movimentazione, senza presumere una capacità di tenuta universale.
12. Applicazioni nei sistemi Pick and Place
I sistemi pick and place trasferiscono i componenti da una posizione di prelievo a una posizione di destinazione.
L’elettromagnete Ø50×30 mm può svolgere la funzione di elemento di presa magnetica in un meccanismo compatibile.
Può essere integrato con attuatori lineari, assi pneumatici, meccanismi servoazionati o sistemi di trasferimento personalizzati.
Il sistema completo deve garantire un posizionamento appropriato, il controllo del movimento e il rilascio al momento previsto.
13. Integrazione con sistemi di movimento lineare
I sistemi di movimento lineare sono ampiamente utilizzati nelle apparecchiature di produzione automatizzate compatte.
Mediante un adattatore di montaggio M6 appropriato, l’elettromagnete può essere fissato a un carrello mobile o a un meccanismo di trasferimento.
L’attuatore sposta l’elettromagnete tra le posizioni di prelievo e deposito, mentre il sistema elettrico gestisce lo stato di tenuta magnetica.
La progettazione deve considerare la massa del componente, l’accelerazione, la direzione del movimento e gli spazi meccanici disponibili.
14. Integrazione con sistemi di movimentazione pneumatici
I cilindri pneumatici consentono movimenti lineari ripetitivi nei processi automatizzati di movimentazione dei componenti.
Una staffa opportunamente progettata può collegare l’elettromagnete a un meccanismo pneumatico compatibile.
Durante il funzionamento, l’elettromagnete può trattenere un componente ferromagnetico mentre il sistema pneumatico lo sposta verso il dispositivo di marcatura.
La progettazione meccanica e la sequenza di controllo devono prevenire movimenti o rilasci involontari del componente.
15. Controllo dell’elettromagnete tramite PLC
L’elettromagnete può essere comandato attraverso un circuito elettrico opportunamente dimensionato e integrato con un controllore logico programmabile (PLC).
Una sequenza tipica può comprendere un comando di prelievo, l’attivazione magnetica, il movimento di trasferimento, la conferma della posizione e la disattivazione dell’elettromagnete.
La bobina non deve essere collegata direttamente a un’uscita PLC, a meno che le caratteristiche elettriche e i requisiti di protezione di tale uscita lo consentano.
Il dispositivo di commutazione e la protezione dai transitori induttivi devono essere scelti dal progettista elettrico.
16. Posizionamento dei componenti prima della marcatura laser
Il corretto posizionamento dei pezzi è importante per la marcatura di numeri di serie, codici identificativi, codici QR o codici DataMatrix.
L’elettromagnete può trasferire un componente ferromagnetico compatibile verso l’attrezzatura di marcatura e rilasciarlo nella posizione prevista.
Tuttavia, la sola attrazione magnetica non garantisce una centratura precisa o un orientamento angolare esatto.
Per ottenere la ripetibilità richiesta possono essere necessarie guide meccaniche, spine di posizionamento o attrezzature dedicate.
17. Alimentazione automatica delle etichette metalliche
Nei processi automatizzati di lavorazione delle etichette, quelle in acciaio possono essere fornite da magazzini, vassoi o altri sistemi di alimentazione.
Un elettromagnete può essere integrato nel meccanismo di alimentazione per prelevare un’etichetta compatibile e trasferirla alla stazione successiva.
Quando le etichette sono impilate, l’attrazione magnetica può interessare più di uno strato.
L’affidabilità del prelievo singolo dipende quindi dallo spessore delle etichette, dalla configurazione della pila, dalla distanza di presa e dalla progettazione del sistema di alimentazione.
18. L’elettromagnete può prelevare una sola etichetta alla volta?
Non è possibile garantire il prelievo di una sola etichetta basandosi esclusivamente sulle dimensioni o sulla tensione di funzionamento dell’elettromagnete.
Le etichette sottili in acciaio, se impilate, possono attrarsi reciprocamente o reagire contemporaneamente al campo magnetico.
Il risultato dipende dalle proprietà magnetiche, dallo spessore, dalla distanza tra gli strati e dalla geometria di prelievo.
Quando è necessaria una separazione affidabile delle singole etichette, il meccanismo di alimentazione deve essere collaudato con i componenti effettivi di produzione.
19. Quali materiali possono essere trattenuti magneticamente?
L’elettromagnete è destinato a materiali ferromagnetici compatibili, tra cui numerosi componenti in ferro e acciaio al carbonio.
Le prestazioni di tenuta magnetica variano in funzione della composizione del materiale, dello spessore, della geometria e del circuito magnetico formato nella zona di contatto.
Non tutti i componenti metallici sono adatti alla presa elettromagnetica.
La compatibilità del materiale deve essere verificata prima dell’integrazione in un processo automatizzato.
20. Può trattenere componenti in alluminio o rame?
Alluminio, rame e ottone non reagiscono a un elettromagnete di tenuta convenzionale nello stesso modo del ferro o dell’acciaio al carbonio magnetico.
Di conseguenza, il prodotto non deve essere selezionato per questi materiali senza una soluzione di movimentazione separata e tecnicamente validata.
Il fatto che un componente sia metallico non significa automaticamente che possa essere trattenuto da un elettromagnete.
Per componenti non ferromagnetici possono risultare più adatte tecnologie di presa alternative.
21. Può trattenere etichette in acciaio inossidabile?
Il comportamento magnetico dell’acciaio inossidabile dipende dalla sua qualità, dalla struttura metallurgica e dai processi di lavorazione.
Alcune qualità di acciaio inossidabile presentano un’attrazione magnetica significativa, mentre altre reagiscono debolmente.
Pertanto, l’idoneità delle etichette in acciaio inossidabile non può essere determinata esclusivamente dalla denominazione generale del materiale.
Prima della scelta dell’elettromagnete, è opportuno eseguire prove su un campione rappresentativo in condizioni realistiche.
22. Quali fattori influenzano la forza di tenuta magnetica?
La forza effettiva di tenuta dipende dall’interazione di diversi fattori.
Tra questi rientrano il materiale del componente, lo spessore, l’area di contatto, la planarità della superficie, il traferro, lo spessore del rivestimento, la geometria e la tensione applicata.
Anche il movimento del componente, l’accelerazione e la direzione del carico sono importanti nelle applicazioni di movimentazione automatizzata.
Non si deve presumere una specifica capacità di sollevamento o forza di tenuta senza dati prestazionali adeguati e prove applicative.
23. Perché il traferro è importante?
Il traferro è la distanza effettiva tra la superficie di lavoro dell’elettromagnete e il componente ferromagnetico.
Vernici, rivestimenti plastici, superfici curve, contaminazioni e distanze meccaniche possono aumentare tale separazione.
All’aumentare del traferro, l’attrazione magnetica può diminuire sensibilmente.
Per una movimentazione affidabile, la zona di contatto deve essere progettata per ridurre gli spazi non necessari, tenendo conto della geometria effettiva del componente.
24. Elettromagnete o pinza a vuoto?
Gli elettromagneti e le pinze a vuoto funzionano secondo principi fisici differenti.
Un elettromagnete utilizza l’attrazione magnetica ed è destinato a componenti ferromagnetici compatibili. Non richiede un sistema di generazione del vuoto.
Una pinza a vuoto utilizza una differenza di pressione e può essere adatta anche a materiali non magnetici quando le condizioni della superficie e della tenuta lo consentono.
Per piccole etichette identificative in acciaio, un elettromagnete può essere considerato un’alternativa alla movimentazione mediante vuoto.
La scelta finale deve basarsi sul materiale del componente e sui requisiti produttivi.
25. Elettromagnete o magnete permanente?
Un magnete permanente genera continuamente un campo magnetico senza alimentazione elettrica.
Per rilasciare un componente trattenuto da un sistema a magneti permanenti può essere necessario un meccanismo di separazione meccanica o un’altra soluzione specifica.
Un elettromagnete consente invece di controllare il campo magnetico attraverso l’alimentazione elettrica.
Questa caratteristica lo rende utile nei cicli automatizzati che richiedono operazioni ripetute di prelievo, trasferimento e rilascio.
Il comportamento effettivo durante il rilascio deve comunque essere verificato nelle condizioni operative previste.
26. Applicazioni dopo la marcatura laser
L’elettromagnete può essere considerato anche per operazioni di trasferimento appropriate dopo la marcatura laser.
Ad esempio, un’etichetta in acciaio già marcata può essere prelevata dall’attrezzatura e trasferita a una stazione di controllo qualità, selezione o confezionamento.
Una possibile sequenza produttiva è:
Marcatura laser → Prelievo magnetico → Trasferimento → Controllo / Confezionamento.
L’elettromagnete svolge la funzione di movimentazione e non esegue direttamente la marcatura laser.
27. Come scegliere l’elettromagnete corretto?
La selezione di un elettromagnete richiede una valutazione più ampia della semplice corrispondenza delle dimensioni esterne.
I parametri importanti includono il materiale del componente, il peso, lo spessore, la geometria di contatto, lo spazio disponibile per il montaggio, la tensione di funzionamento, il tempo di tenuta richiesto e la durata del ciclo produttivo.
Il ciclo di lavoro del 50% di questo modello deve essere considerato nella pianificazione dei periodi di alimentazione e riposo.
Nelle applicazioni industriali ripetitive, le prove con componenti rappresentativi aiutano a valutare l’idoneità dell’elettromagnete e del sistema di movimentazione previsto.
28. Magneteksan – Soluzioni elettromagnetiche per l’automazione della marcatura laser
Magneteksan sviluppa soluzioni elettromagnetiche di presa e movimentazione per l’automazione industriale, la marcatura laser, il trasferimento di componenti e le macchine speciali.
L’elettromagnete Ø50×30 mm a 24V DC con filettatura femmina M6 offre una soluzione compatta per la movimentazione controllata di etichette in acciaio ferromagnetico e piccoli componenti compatibili.
La funzione di presa e rilascio controllata elettricamente può essere integrata in sistemi pick and place personalizzati, purché siano correttamente considerati la progettazione meccanica, il controllo elettrico e il ciclo di lavoro del 50%.
Magneteksan può inoltre valutare soluzioni elettromagnetiche personalizzate in base alle dimensioni dei componenti, alle proprietà dei materiali, ai requisiti di montaggio e alle condizioni dei cicli produttivi.
Contattate Magneteksan per una consulenza tecnica o un preventivo personalizzato per il vostro progetto di automazione della marcatura laser.

