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DN80 – Filtro Magnetico al Neodimio – Linea di Trafilatura a Umido, Ø25×220 mm
Caratteristiche generali
- Progettato per separare contaminanti ferromagnetici dai fluidi compatibili impiegati nelle linee di trafilatura a umido del filo d’acciaio.
- Dotato di ingresso e uscita flangiati DN80 per l’installazione in linea nei circuiti industriali di circolazione dei fluidi.
- Contiene una barra magnetica al neodimio Ø25×220 mm per trattenere particelle ferromagnetiche idonee.
- Contribuisce alla raccolta di particelle di usura di ferro e acciaio generate durante la trafilatura a umido.
- Può essere valutato per l’impiego in circuiti compatibili di emulsioni e fluidi di raffreddamento per trafilatura.
- Può costituire uno stadio supplementare di separazione magnetica insieme ai tradizionali sistemi di filtrazione meccanica.
- La barra magnetica estraibile consente la pulizia manuale e l’ispezione periodica.
- Il sistema a magnete permanente al neodimio non richiede energia elettrica per generare il campo magnetico.
Specifiche tecniche
- Ingresso / Uscita: DN80
- Tipo di collegamento: Flangiato
- Numero di barre magnetiche: 1
- Dimensioni della barra magnetica: Ø25×220 mm
- Sistema magnetico: Neodimio
- Tipo di prodotto: Filtro magnetico in linea
- Principio di separazione: Cattura di particelle ferromagnetiche
- Metodo di pulizia: Manuale / barra estraibile
- Alimentazione elettrica: Non necessaria per la separazione magnetica
- Applicazione principale: Linee di trafilatura a umido del filo d’acciaio
- Fluido di processo: Emulsione / fluido di trafilatura compatibile
Il filtro magnetico per trafilatura è un dispositivo di separazione magnetica in linea progettato per catturare contaminanti metallici ferromagnetici presenti nelle emulsioni e nei fluidi di processo compatibili utilizzati durante la trafilatura a umido del filo d’acciaio. Dotato di raccordi flangiati DN80 in ingresso e in uscita e di una barra magnetica al neodimio Ø25×220 mm, contribuisce a trattenere particelle idonee di usura di ferro e acciaio trasportate dal fluido in circolazione. La barra magnetica estraibile consente la pulizia manuale, mentre il sistema a magnete permanente non richiede elettricità per generare il campo magnetico.
| Parametro tecnico | Specifica |
|---|---|
| Tipo di prodotto | Filtro magnetico al neodimio |
| Applicazione principale | Linea di trafilatura del filo d’acciaio |
| Processo | Trafilatura a umido |
| Ingresso | DN80 |
| Uscita | DN80 |
| Tipo di collegamento | Flangiato |
| Numero di barre magnetiche | 1 |
| Dimensioni della barra magnetica | Ø25×220 mm |
| Sistema magnetico | Neodimio |
| Principio di funzionamento | Separazione delle particelle ferromagnetiche |
| Metodo di pulizia | Manuale / barra estraibile |
| Alimentazione elettrica | Non necessaria per la separazione magnetica |
| Contaminanti da trattenere | Particelle di ferro e acciaio |
| Fluido di processo | Emulsione / fluido di trafilatura compatibile |

Che cos’è un filtro magnetico per trafilatura?
Un filtro magnetico per trafilatura è un dispositivo industriale progettato per separare particelle metalliche ferromagnetiche dai fluidi di processo compatibili utilizzati nelle linee di trafilatura a umido del filo d’acciaio.
Durante la trafilatura, il filo d’acciaio viene tirato attraverso matrici di diametro progressivamente inferiore per ridurne la sezione. Emulsioni lubrificanti e fluidi refrigeranti vengono utilizzati per limitare l’attrito, asportare il calore e mantenere condizioni di lavorazione adeguate.
Il contatto tra il filo, le filiere e gli altri componenti meccanici può generare particelle fini di ferro e acciaio. Queste particelle possono mescolarsi al fluido e circolare ripetutamente nell’impianto.
Il filtro magnetico al neodimio Magneteksan DN80 contiene una barra magnetica Ø25×220 mm che attrae e trattiene i contaminanti dotati di proprietà ferromagnetiche idonee.
Può essere integrato come stadio aggiuntivo di separazione magnetica in circuiti di circolazione compatibili.
Che cos’è la trafilatura a umido?
La trafilatura è un processo di deformazione plastica nel quale un filo metallico viene tirato attraverso una filiera con un’apertura inferiore al diametro iniziale.
Nella trafilatura a umido vengono utilizzati lubrificanti liquidi, refrigeranti o emulsioni compatibili.
Questi fluidi contribuiscono a:
- Ridurre l’attrito tra filo e filiera.
- Asportare il calore generato dalla deformazione.
- Lubrificare le superfici di contatto.
- Trasportare le particelle di usura fuori dalla zona di lavorazione.
- Mantenere condizioni operative appropriate.
Il fluido può essere raccolto in un serbatoio e rimesso in circolazione attraverso pompe, filtri e macchine di trafilatura.
Con il riutilizzo, i contaminanti metallici possono accumularsi nel circuito.
Perché si generano particelle metalliche durante la trafilatura?
Quando il filo d’acciaio attraversa la filiera, è sottoposto a sollecitazioni meccaniche e attrito di contatto.
A seconda del materiale, delle condizioni superficiali e dei parametri di processo, possono distaccarsi piccole particelle dal filo o dai componenti dell’impianto.
I possibili contaminanti includono:
- Particelle fini di ferro.
- Residui di usura di acciaio al carbonio.
- Polveri metalliche ferromagnetiche.
- Piccoli frammenti d’acciaio.
- Alcune particelle di ossidi di ferro.
- Residui ferromagnetici derivanti dall’usura meccanica.
Questi contaminanti possono entrare nell’emulsione lubrificante o refrigerante.
Quando il fluido viene ricircolato continuamente, le particelle possono attraversare ripetutamente pompe, ugelli e altri componenti.
La separazione magnetica offre un metodo supplementare per trattenere i contaminanti ferromagnetici idonei.
Perché utilizzare un filtro magnetico nelle linee di trafilatura?
Lo scopo principale è catturare le particelle ferromagnetiche idonee in un punto definito del circuito di circolazione.
La riduzione delle particelle di ferro e acciaio può contribuire a limitare la presenza di contaminanti metallici presso:
- Pompe di circolazione.
- Filiere di trafilatura.
- Ugelli di lubrificazione e raffreddamento.
- Scambiatori di calore.
- Macchine trafilatrici.
- Altri componenti a contatto con il fluido.
La separazione magnetica può integrare un sistema complessivo di gestione e filtrazione dei fluidi.
Non sostituisce tuttavia la corretta lubrificazione, la manutenzione meccanica o altri dispositivi di filtrazione necessari.
Come funziona il filtro magnetico DN80?
Il principio di funzionamento si basa sull’attrazione magnetica generata da un magnete permanente al neodimio.
- L’emulsione di trafilatura contaminata o il fluido compatibile entra attraverso l’ingresso DN80.
- Il fluido attraversa il corpo del filtro.
- Il flusso passa nella zona d’influenza della barra magnetica Ø25×220 mm.
- Le particelle ferromagnetiche idonee vengono attratte verso la superficie della barra.
- I contaminanti catturati rimangono sull’elemento magnetico mentre il fluido prosegue il suo percorso.
- Il fluido esce attraverso l’uscita DN80 e ritorna nel circuito.
- Durante la manutenzione programmata, la barra viene estratta e pulita manualmente.
Le prestazioni effettive dipendono dalle proprietà magnetiche delle particelle, dalla velocità del flusso, dalla viscosità e dalle condizioni idrauliche interne.
Esempio di circuito di filtrazione nella trafilatura a umido
Una possibile configurazione è:
Macchina trafilatrice → Emulsione contaminata → Filtro magnetico DN80 → Serbatoio emulsione / Filtrazione principale → Pompa di circolazione → Macchina trafilatrice
Questo esempio illustra la possibile integrazione di uno stadio aggiuntivo di separazione magnetica.
La posizione definitiva del filtro e la sequenza delle apparecchiature devono essere stabilite in base al progetto idraulico dell’impianto.
Dove può essere installato il filtro magnetico?
La posizione corretta dipende dalla configurazione del circuito esistente.
Le possibili posizioni comprendono:
- Tubazioni di ritorno dalla macchina.
- Linee di circolazione dell’emulsione.
- Tratti idonei a monte della filtrazione principale.
- Circuiti di filtrazione in bypass.
- Altri punti compatibili del sistema di circolazione del liquido.
Prima dell’installazione devono essere verificati la pressione di esercizio, la portata richiesta, la perdita di carico ammissibile e l’accessibilità per la manutenzione.
Installazione sulla linea di ritorno
Il filtro può essere installato su una tubazione di ritorno idonea per trattenere determinate particelle ferromagnetiche prima che il fluido contaminato raggiunga il serbatoio.
Esempio:
Macchina trafilatrice → Filtro magnetico → Serbatoio emulsione
Questa disposizione consente di prevedere una separazione magnetica supplementare durante il ritorno del fluido.
L’idoneità dipende dalle condizioni idrauliche reali.
Installazione nel circuito della pompa
Il filtro magnetico può essere preso in considerazione anche in un circuito nel quale il fluido viene pompato dal serbatoio verso le apparecchiature di produzione.
È necessario valutare:
- Le condizioni operative della pompa.
- La pressione disponibile.
- La perdita di carico ammissibile.
- Le caratteristiche di scorrimento del fluido.
- Le possibilità di isolamento sicuro per la manutenzione.
La scelta di installarlo sul lato di aspirazione o mandata della pompa richiede una verifica tecnica preliminare.
Installazione in un circuito bypass
Un circuito bypass permette di filtrare separatamente una parte del fluido in circolazione.
Esempio:
Serbatoio emulsione → Pompa bypass → Filtro magnetico → Serbatoio emulsione
Questa configurazione può offrire una separazione magnetica supplementare senza far passare l’intera portata principale attraverso il filtro.
Il dimensionamento deve essere stabilito in base alla portata necessaria e alla configurazione dell’impianto.
Quali contaminanti può trattenere il filtro?
Il sistema al neodimio è progettato per attrarre contaminanti dotati di proprietà ferromagnetiche appropriate.
Può trattenere:
- Polvere di ferro.
- Particelle di acciaio al carbonio.
- Particelle metalliche ferromagnetiche fini.
- Frammenti derivanti dall’usura dell’acciaio.
- Alcuni ossidi di ferro magnetici.
Il filtro non trattiene tutti i contaminanti metallici o non metallici.
La cattura dipende dalle proprietà magnetiche delle particelle e dalle condizioni operative.
Qual è la funzione della barra magnetica Ø25×220 mm?
La barra magnetica al neodimio Ø25×220 mm costituisce la superficie di raccolta magnetica all’interno del corpo del filtro.
Quando il fluido attraversa il suo campo magnetico, le particelle ferromagnetiche idonee possono essere attratte verso la superficie.
I contaminanti trattenuti si accumulano fino alla successiva pulizia.
Questo metodo si basa sulle proprietà magnetiche dei materiali, diversamente da un filtro meccanico che trattiene le particelle principalmente secondo le caratteristiche del proprio mezzo filtrante.
Le dimensioni della barra descrivono soltanto la geometria dell’elemento. Da sole non permettono di stabilire un’intensità magnetica garantita o un rendimento di separazione preciso.
Il filtro può catturare particelle di ferro molto fini?
Le particelle fini di ferro dotate di proprietà ferromagnetiche sufficienti possono reagire al campo magnetico del neodimio.
La capacità effettiva di cattura dipende da:
- Dimensione delle particelle.
- Proprietà magnetiche.
- Forma delle particelle.
- Velocità del fluido.
- Viscosità del fluido.
- Distanza dalla superficie magnetica.
- Quantità di contaminanti già accumulati.
Per questo modello non è stata indicata una dimensione minima verificata delle particelle catturabili.
Non è quindi corretto dichiarare una finezza di filtrazione garantita in micron senza prove appropriate.
Quali sono i vantaggi dei collegamenti flangiati DN80?
Il filtro è dotato di ingresso e uscita flangiati DN80.
Questa configurazione permette di valutarne l’integrazione in tubazioni industriali con dimensioni nominali compatibili.
Le possibilità comprendono:
- Collegamento a tubazioni di processo idonee.
- Montaggio in linea nei circuiti di fluidi.
- Integrazione con sistemi di filtrazione esistenti.
- Accessibilità per la manutenzione, in funzione della disposizione dell’impianto.
DN80 indica una dimensione nominale del collegamento e non una portata garantita.
Prima dell’installazione devono essere confermati la norma delle flange, la classe di pressione e i requisiti di montaggio.
Qual è la portata del filtro in m³/h?
Per questo modello non è stata indicata una portata nominale verificata.
La portata ammissibile dipende da:
- Viscosità del fluido.
- Temperatura di esercizio.
- Capacità della pompa.
- Geometria interna del filtro.
- Velocità del flusso.
- Pressione di esercizio.
- Perdita di carico consentita.
- Concentrazione dei contaminanti.
- Prestazioni di separazione richieste.
La sola dimensione DN80 non permette di determinare una capacità garantita in m³/h.
La portata necessaria deve essere specificata durante la valutazione tecnica.
Il filtro è adatto alla trafilatura a secco?
L’applicazione principale di questo prodotto è la filtrazione dei fluidi utilizzati nella trafilatura a umido del filo d’acciaio.
La trafilatura a secco può utilizzare lubrificanti in polvere a base di sapone invece di emulsioni liquide ricircolanti.
Questi materiali richiedono soluzioni di trasporto e separazione differenti.
Sebbene la separazione magnetica possa essere presa in considerazione per alcuni processi con materiali secchi, questo filtro DN80 è destinato alle linee di liquidi.
Non deve essere presentato come un normale filtro per polveri lubrificanti.
Perché filtrare le emulsioni di trafilatura?
La concentrazione di particelle metalliche può aumentare durante il riutilizzo dell’emulsione.
Questa situazione può provocare:
- Un aumento della contaminazione del fluido.
- Il ricircolo delle particelle metalliche di usura.
- Un carico supplementare di contaminanti nelle pompe.
- Un più rapido intasamento dei filtri meccanici.
- L’accumulo di particelle vicino alle apparecchiature di trafilatura.
La filtrazione rappresenta un metodo per controllare la contaminazione nei circuiti di fluidi riutilizzati.
La separazione magnetica può integrare questo trattamento concentrandosi sulle particelle ferromagnetiche idonee.
La filtrazione magnetica può prolungare la durata dell’emulsione?
La riduzione dei contaminanti ferromagnetici può contribuire a una gestione più efficace dell’emulsione di trafilatura.
Tuttavia, la durata di utilizzo dipende anche da:
- Concentrazione dell’emulsione.
- pH.
- Condizioni microbiologiche.
- Temperatura.
- Additivi lubrificanti.
- Composizione chimica.
- Manutenzione generale del circuito.
Un filtro magnetico da solo non garantisce un aumento percentuale determinato della durata dell’emulsione.
Gli eventuali miglioramenti devono essere verificati nelle condizioni operative reali.
Il filtro può contribuire a proteggere le filiere?
La riduzione delle particelle metalliche dure idonee nel fluido può limitare la quantità di contaminanti che raggiunge i componenti della macchina.
Questo può riguardare filiere, cabestani e altri elementi meccanici.
L’usura delle filiere dipende tuttavia anche da:
- Materiale del filo.
- Velocità di trafilatura.
- Qualità della lubrificazione.
- Geometria delle filiere.
- Allineamento meccanico.
- Temperatura del processo.
- Stato superficiale del filo in ingresso.
Il filtro magnetico costituisce quindi un mezzo complementare di controllo della contaminazione, non una garanzia contro l’usura delle filiere.
La filtrazione magnetica può contribuire alla qualità del filo?
La pulizia del fluido di processo è uno dei fattori che influenzano le condizioni di trafilatura.
La riduzione delle particelle ferromagnetiche in circolazione può contribuire a:
- Limitare il trasporto di contaminanti metallici.
- Integrare la filtrazione esistente.
- Ridurre il ricircolo di alcune particelle di usura.
La qualità finale della superficie del filo dipende anche dalle filiere, dalla lubrificazione, dal materiale, dalla velocità di trafilatura e dalle impostazioni di produzione.
La filtrazione magnetica non garantisce da sola una determinata finitura superficiale o proprietà meccaniche del filo.
Il filtro è adatto alla trafilatura dell’alluminio?
L’alluminio non è ferromagnetico nelle normali condizioni operative.
Un filtro magnetico standard al neodimio non trattiene quindi le particelle di alluminio nello stesso modo delle particelle di ferro o acciaio al carbonio.
Se un fluido per la trafilatura dell’alluminio contiene contaminanti ferromagnetici provenienti da altre fonti, la separazione magnetica può essere valutata per tali contaminanti specifici.
L’applicazione principale del prodotto rimane comunque la trafilatura a umido del filo d’acciaio.
Può essere utilizzato nella trafilatura del rame?
Il rame non è ferromagnetico in condizioni normali.
Le particelle di usura del rame non vengono quindi attratte da una barra standard al neodimio nello stesso modo delle particelle di ferro.
In base alla natura dei contaminanti possono essere necessari altri metodi:
- Filtrazione meccanica.
- Filtrazione su carta.
- Filtrazione a sacco.
- Separazione centrifuga.
- Altri trattamenti idonei dei fluidi.
La separazione magnetica deve essere scelta quando i contaminanti da eliminare presentano proprietà magnetiche appropriate.
Un filtro magnetico sostituisce un filtro meccanico?
Non necessariamente.
Le due tecnologie si basano su principi di separazione differenti.
Il filtro magnetico cattura le particelle in funzione delle loro proprietà ferromagnetiche.
Il filtro meccanico trattiene le particelle secondo le caratteristiche del mezzo filtrante e le loro dimensioni.
Entrambi i metodi possono essere utilizzati nello stesso impianto.
Esempio:
Separazione magnetica → Filtrazione meccanica → Circolazione dell’emulsione
La configurazione definitiva deve essere adattata al fluido e ai contaminanti presenti.
Confronto delle tecnologie di filtrazione per la trafilatura
| Tecnologia | Principio di separazione | Funzione principale |
|---|---|---|
| Filtro magnetico al neodimio | Attrazione magnetica | Cattura di particelle metalliche ferromagnetiche idonee |
| Filtro meccanico a rete | Aperture della rete | Ritenzione secondo la dimensione delle aperture |
| Filtro a carta o a sacco | Mezzo filtrante | Ritenzione secondo le caratteristiche del materiale filtrante |
| Separatore centrifugo | Forza centrifuga | Separazione di particelle idonee in funzione della densità e delle condizioni di flusso |
| Filtrazione a gravità o sottovuoto | Mezzo filtrante e condizioni di pressione | Ritenzione secondo la configurazione del sistema |
La tecnologia appropriata dipende dalle caratteristiche del fluido, dei contaminanti e dalle prestazioni richieste.
Differenza rispetto a un filtro magnetico per refrigerante CNC
I filtri magnetici destinati alle macchine CNC vengono generalmente utilizzati con fluidi compatibili per taglio, lavorazione meccanica o rettifica.
Sono rivolti principalmente ai contaminanti generati dai processi di asportazione di materiale.
Il filtro magnetico DN80 per trafilatura riguarda invece un’applicazione differente:
Trafilatura a umido dell’acciaio → Emulsione di trafilatura → Particelle di usura ferromagnetiche
La composizione del fluido, l’origine dei contaminanti e le condizioni di circolazione possono essere diverse da quelle di una macchina CNC.
Differenza rispetto a un filtro magnetico DN80 per chiller
I filtri magnetici dei circuiti chiusi di riscaldamento e raffreddamento vengono spesso impiegati per catturare alcuni prodotti di corrosione magnetici e altri residui ferromagnetici presenti nell’acqua.
La trafilatura a umido prevede invece un processo differente:
Trafilatura del filo d’acciaio → Emulsione lubrorefrigerante → Particelle di usura di ferro e acciaio
Anche se due filtri possiedono collegamenti DN80, la loro configurazione interna e i requisiti applicativi possono essere diversi.
La stessa dimensione nominale non garantisce prestazioni equivalenti o intercambiabilità.
Differenza rispetto a un filtro magnetico per linee di verniciatura
I processi di verniciatura e rivestimento utilizzano fluidi con proprietà e requisiti di filtrazione differenti.
Questo prodotto non è destinato principalmente a vernici, pigmenti o materie prime per rivestimenti.
La sua applicazione principale è la separazione di contaminanti ferromagnetici idonei presenti nei fluidi compatibili per la trafilatura a umido del filo d’acciaio.
Differenza rispetto a un filtro magnetico per oli vegetali
La lavorazione e il confezionamento degli oli vegetali coinvolgono fluidi alimentari e requisiti specifici.
Il filtro DN80 per trafilatura è invece destinato a un processo industriale di deformazione dei metalli.
I contaminanti da trattenere sono principalmente particelle ferromagnetiche idonee di ferro e acciaio generate durante la trafilatura.
L’idoneità di un filtro magnetico deve essere sempre valutata in relazione al fluido e all’applicazione.
Come si pulisce la barra magnetica?
La barra magnetica è estraibile e richiede una pulizia manuale.
Una procedura generale di manutenzione comprende:
- Arrestare le apparecchiature di circolazione interessate.
- Isolare il filtro dal circuito di processo in condizioni di sicurezza.
- Verificare che il filtro sia completamente depressurizzato e abbia raggiunto una temperatura sicura.
- Aprire il corpo secondo la procedura di manutenzione approvata.
- Estrarre con cautela la barra magnetica al neodimio Ø25×220 mm.
- Rimuovere le particelle di ferro e acciaio accumulate sulla superficie.
- Ispezionare la barra, le guarnizioni e le zone di collegamento.
- Reinserire la barra, richiudere il filtro e riavviare il circuito in modo controllato.
La manutenzione deve rispettare le istruzioni dell’apparecchiatura effettiva e le procedure di sicurezza dell’impianto.
I potenti magneti al neodimio possono attrarre improvvisamente utensili e componenti ferromagnetici, creando rischi di schiacciamento delle mani e delle dita.
Con quale frequenza va pulita la barra magnetica?
Non esiste un intervallo universale valido per tutti gli impianti di trafilatura.
La frequenza dipende da:
- Volume di produzione.
- Concentrazione di contaminanti metallici.
- Materiale del filo.
- Velocità di trafilatura.
- Portata di circolazione.
- Ore di funzionamento.
- Quantità di particelle già catturate.
Ispezioni più frequenti durante la fase iniziale di utilizzo possono aiutare a definire un programma di pulizia adeguato.
Che cosa accade quando si accumulano troppe particelle?
Un accumulo elevato di contaminanti metallici può coprire parte della superficie magnetica attiva.
Questo può ridurre la superficie disponibile per catturare nuove particelle.
L’ispezione e la pulizia regolari sono quindi particolarmente importanti quando il carico di contaminanti ferromagnetici è elevato.
Il filtro magnetico richiede elettricità?
Il sistema magnetico non richiede energia elettrica per generare il campo magnetico.
Utilizza un magnete permanente al neodimio, non un elettromagnete.
Non necessita quindi di:
- Bobina elettrica.
- Alimentazione dedicata per generare il campo magnetico.
- Attivazione elettrica per mantenere l’attrazione magnetica.
Le pompe e gli altri componenti del circuito possono comunque richiedere energia elettrica.
Il filtro è autopulente?
No.
Questo modello utilizza una barra magnetica estraibile che richiede una pulizia manuale.
Non deve essere descritto come un filtro magnetico automatico o autopulente.
Le applicazioni che richiedono l’eliminazione automatica e continua dei contaminanti catturati possono necessitare di un diverso sistema di separazione.
Qual è l’intensità del campo magnetico in Gauss?
Il filtro contiene una barra magnetica al neodimio Ø25×220 mm.
Tuttavia, per questo modello non è stato indicato un valore verificato della densità di flusso magnetico superficiale in Gauss.
Le sole dimensioni della barra non permettono di determinare:
- Un valore di Gauss garantito.
- Una distanza di cattura magnetica garantita.
- Una dimensione minima delle particelle garantita.
- Un rendimento di separazione garantito.
Se sono richieste prestazioni magnetiche specifiche, devono essere concordate le condizioni di misura e i criteri di accettazione.
Qual è la pressione massima di esercizio?
Per questo modello non è stata indicata una pressione massima di esercizio verificata.
DN80 identifica la dimensione nominale del collegamento flangiato.
La pressione ammissibile del filtro completo dipende dal corpo, dalle flange, dalle guarnizioni, dai sistemi di chiusura e dagli altri componenti soggetti a pressione.
Non è corretto dedurre la pressione massima dal solo valore DN80.
Qual è la temperatura massima di esercizio?
Per questo modello non è stata indicata una temperatura massima di esercizio verificata.
Il valore ammissibile dipende da:
- Sistema magnetico.
- Materiali del corpo.
- Materiali delle guarnizioni.
- Proprietà del fluido.
- Condizioni operative effettive.
I limiti termici dei magneti al neodimio possono variare in funzione della qualità del magnete.
Prima della scelta del filtro devono essere confermate le temperature normale e massima del fluido.
Perché è importante la compatibilità chimica?
Le emulsioni e i lubrificanti per trafilatura possono contenere componenti differenti:
- Oli.
- Emulsionanti.
- Additivi lubrificanti.
- Inibitori di corrosione.
- Agenti per la regolazione del pH.
- Altri componenti specifici del processo.
La compatibilità con il fluido effettivo deve essere verificata prima dell’installazione.
Poiché i materiali del corpo e delle guarnizioni non sono stati specificati per questo modello, non si deve presumere una compatibilità universale con tutte le emulsioni di trafilatura.
Magneteksan produce filtri magnetici personalizzati?
Sì.
Magneteksan può valutare soluzioni di filtrazione magnetica personalizzate in funzione del circuito di circolazione esistente e delle condizioni operative dell’impianto di trafilatura.
I parametri di progettazione possono includere:
- Dimensioni di ingresso e uscita.
- Caratteristiche delle flange.
- Portata oraria richiesta.
- Tipo di emulsione o fluido di processo.
- Viscosità.
- Temperatura di esercizio.
- Pressione di esercizio.
- Carico previsto di contaminanti ferromagnetici.
- Diametro e lunghezza delle barre magnetiche.
- Numero e disposizione degli elementi magnetici.
- Metodo di pulizia.
- Spazio disponibile per installazione e manutenzione.
La configurazione definitiva deve basarsi sui requisiti tecnici verificati dell’applicazione.
Quali informazioni servono per richiedere un filtro personalizzato?
Per una valutazione tecnica è consigliabile fornire:
- Applicazione: Trafilatura a umido del filo d’acciaio.
- Materiale del filo: Acciaio al carbonio, acciaio legato o altro materiale specificato.
- Fluido di processo: Emulsione, refrigerante o lubrificante liquido compatibile.
- Posizione di installazione: Linea di ritorno, circuito principale o bypass.
- Collegamento di ingresso: Diametro nominale e norma della flangia.
- Collegamento di uscita: Diametro nominale e norma della flangia.
- Portata: Capacità richiesta in m³/h.
- Pressione: Valori normali e massimi.
- Temperatura: Temperature normali e massime del fluido.
- Proprietà del fluido: Viscosità, composizione chimica e additivi rilevanti.
- Contaminanti: Materiale, dimensione approssimativa e quantità prevista.
- Requisiti magnetici: Prestazioni richieste e condizioni di prova.
- Spazio disponibile: Dimensioni di montaggio e accesso per la manutenzione.
- Filtrazione esistente: Sistemi meccanici, a carta, a sacco, sottovuoto o altri.
- Manutenzione e documentazione: Requisiti di pulizia, rapporti di controllo e documenti tecnici necessari.
Queste informazioni facilitano la selezione del filtro e la progettazione di una soluzione di separazione magnetica adeguata.
Magneteksan – Soluzioni di filtrazione magnetica per linee di trafilatura a umido
Magneteksan progetta e produce apparecchiature industriali di separazione magnetica per la lavorazione dei metalli e i circuiti di fluidi di processo.
Il filtro magnetico DN80 per trafilatura, dotato di una barra magnetica al neodimio Ø25×220 mm, consente una separazione supplementare dei contaminanti ferromagnetici idonei presenti nelle emulsioni e nei fluidi compatibili utilizzati durante la trafilatura a umido del filo d’acciaio.
Per nuovi impianti o per la modernizzazione di linee esistenti, Magneteksan può valutare le dimensioni dei collegamenti, le proprietà del fluido, i contaminanti da trattenere e le condizioni di manutenzione per sviluppare una soluzione di filtrazione magnetica appropriata.





