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Ø25×29 mm – Elettromagnete di Tenuta – Attrezzatura per Controllo Qualità, 24V DC 7,5W
Caratteristiche generali
- Elettromagnete di tenuta compatto progettato per il fissaggio controllato di piccoli componenti ferromagnetici durante le operazioni di controllo qualità e collaudo.
- Corpo cilindrico con diametro Ø25 mm e altezza di 29 mm.
- Funzionamento a 24V DC con potenza elettrica nominale di 7,5W.
- Consente la tenuta magnetica quando alimentato e il possibile rilascio del pezzo dopo la disalimentazione, in funzione del magnetismo residuo e delle condizioni applicative.
- Valutabile per attrezzature di misura dimensionale, ispezione con telecamera, prove con sensori e piccoli sistemi di assemblaggio.
- Integrabile con PLC, relè o un circuito di commutazione 24V DC adeguato.
- Struttura compatta che facilita il montaggio in macchine e attrezzature con spazio disponibile limitato.
- Collegamento elettrico cablato per l’integrazione nei cicli di controllo automatizzati.
Specifiche tecniche
- Diametro: Ø25 mm
- Altezza: 29 mm
- Dimensioni: Ø25×29 mm
- Tensione di funzionamento: 24V DC
- Potenza elettrica nominale: 7,5W
- Tipo di prodotto: Elettromagnete di tenuta rotondo in corrente continua
- Modello / Tipo: DM
- Collegamento elettrico: Cablato
- Principio di funzionamento: Tenuta magnetica a comando elettrico
- Comando: Accensione / Spegnimento elettrico
- Materiali compatibili: Componenti metallici ferromagnetici
- Applicazione principale: Controllo qualità / Ispezione / Attrezzature di collaudo
L’elettromagnete per controllo qualità è un dispositivo compatto di tenuta magnetica a comando elettrico, progettato per mantenere piccoli componenti ferromagnetici in una posizione definita durante misurazioni dimensionali, ispezioni con telecamera, prove con sensori e operazioni automatizzate di controllo qualità. Dotato di corpo cilindrico Ø25×29 mm, alimentazione a 24V DC, potenza elettrica nominale di 7,5W e collegamento cablato, questo elettromagnete di tipo DM può essere integrato in attrezzature di controllo idonee per garantire il mantenimento magnetico e consentire il rilascio controllato dei componenti durante i cicli operativi automatizzati.
| Caratteristica tecnica | Specifica |
|---|---|
| Tipo di prodotto | Elettromagnete di tenuta rotondo compatto |
| Applicazione principale | Controllo qualità / Attrezzatura di collaudo |
| Diametro | Ø25 mm |
| Altezza | 29 mm |
| Dimensioni | Ø25×29 mm |
| Tensione di funzionamento | 24V DC |
| Potenza elettrica | 7,5W |
| Modello / Tipo | DM |
| Collegamento elettrico | Cablato |
| Principio di funzionamento | Tenuta magnetica con alimentazione attiva |
| Metodo di comando | Accensione / Spegnimento elettrico |
| Materiali compatibili | Componenti metallici ferromagnetici |
| Applicazioni | Misurazione, ispezione, attrezzature, piccola automazione |

Che cos’è un elettromagnete per attrezzature di controllo qualità?
Un elettromagnete per controllo qualità è un dispositivo di tenuta magnetica a comando elettrico utilizzato per posizionare e mantenere temporaneamente piccoli componenti ferromagnetici durante operazioni di ispezione, misurazione e collaudo.
A differenza di un magnete permanente, un elettromagnete genera il proprio campo magnetico principale quando la bobina viene alimentata elettricamente.
Il modello compatto Magneteksan presenta le seguenti caratteristiche:
- Diametro: Ø25 mm
- Altezza: 29 mm
- Tensione di funzionamento: 24V DC
- Potenza elettrica: 7,5W
- Modello / Tipo: DM
- Collegamento elettrico: Cablato
- Principio: Tenuta magnetica a comando elettrico
Grazie alla struttura cilindrica compatta, il dispositivo può essere valutato per l’installazione in stazioni di controllo con spazio limitato, piccole attrezzature automatizzate e sistemi di posizionamento di precisione.
La funzione principale consiste nel mantenere un componente metallico idoneo in una posizione definita durante un’operazione e consentirne il rilascio dopo la disattivazione del campo magnetico.
Perché utilizzare elettromagneti nelle attrezzature di controllo qualità?
Nei processi industriali di controllo qualità è spesso necessario che i componenti rimangano in una posizione costante durante le misurazioni o le ispezioni.
I piccoli componenti metallici possono essere sottoposti a:
- Ispezione visiva mediante telecamera
- Controllo dimensionale
- Esame delle superfici
- Test con sensori
- Verifica della presenza o assenza del pezzo
- Controllo del posizionamento
- Ispezione prima dell’assemblaggio
- Marcatura e identificazione
Un movimento del componente durante il controllo può compromettere la ripetibilità delle misurazioni e l’allineamento delle immagini.
Un elettromagnete di tenuta può contribuire a stabilizzare un componente ferromagnetico durante il ciclo di ispezione.
Al termine dell’operazione, l’alimentazione può essere interrotta per consentire il rilascio del pezzo.
Questa funzionalità risulta particolarmente utile nei sistemi automatizzati che richiedono operazioni ripetute di fissaggio e rilascio.
Come funziona l’elettromagnete Ø25×29 mm?
L’elettromagnete contiene una bobina che genera un campo magnetico quando viene alimentata con 24V DC.
Quando il dispositivo è alimentato, il campo magnetico può attirare un componente ferromagnetico idoneo situato vicino alla superficie attiva di tenuta.
Quando l’alimentazione viene interrotta, il campo elettromagnetico principale scompare e il componente può essere rilasciato in condizioni appropriate.
Sequenza operativa tipica:
- Il componente arriva nell’attrezzatura di controllo.
- Un sensore o il sistema di comando conferma la posizione.
- L’elettromagnete riceve alimentazione a 24V DC.
- Il componente ferromagnetico viene trattenuto.
- Viene eseguita la misurazione o l’ispezione.
- Il sistema di comando interrompe l’alimentazione.
- Il componente viene rilasciato o rimosso.
Esempio di ciclo automatizzato:
Arrivo del pezzo → 24V DC ON → Tenuta magnetica → Ispezione → 24V DC OFF → Rilascio del pezzo
Il comportamento effettivo durante il rilascio può dipendere dal magnetismo residuo, dal contatto superficiale, dal peso del componente e dalla geometria dell’attrezzatura.
Quali vantaggi offrono le dimensioni compatte Ø25×29 mm?
L’elettromagnete presenta un corpo cilindrico con diametro di 25 mm e altezza di 29 mm.
Queste dimensioni compatte permettono di valutare l’installazione in apparecchiature dove elettromagneti industriali più grandi risulterebbero difficili da integrare.
Possibili applicazioni:
- Piccole attrezzature di controllo
- Macchine di collaudo compatte
- Sistemi di automazione da banco
- Stazioni di verifica dei sensori
- Apparecchiature di assemblaggio di precisione
- Vani macchina con spazio limitato
- Attrezzature industriali speciali
Un elettromagnete di tenuta compatto può essere integrato in un’attrezzatura senza richiedere lo spazio tipico dei sistemi magnetici di movimentazione più grandi.
Tuttavia, le dimensioni del corpo non consentono da sole di determinare la forza di tenuta disponibile.
Le prestazioni effettive devono essere verificate nelle condizioni operative previste.
Perché l’elettromagnete funziona a 24V DC?
Il prodotto è progettato per un’alimentazione elettrica di 24V in corrente continua.
Questa tensione è ampiamente utilizzata nei sistemi industriali di automazione e comando delle macchine.
Un circuito elettrico idoneo può consentire il controllo mediante:
- PLC
- Relè industriali
- Driver a transistor o MOSFET adeguati
- Schede elettroniche dedicate
- Controllori di macchine automatizzate
L’elettromagnete può quindi essere integrato in sequenze di ispezione coordinate da sensori, temporizzatori e controllori programmabili.
Il dispositivo di commutazione deve essere dimensionato in base alla corrente della bobina e alle sue caratteristiche elettriche.
È inoltre necessario prevedere un’adeguata protezione dalle sovratensioni transitorie generate dalla commutazione di un carico induttivo.
Che cosa significa la potenza elettrica di 7,5W?
La potenza elettrica nominale indicata per questo elettromagnete è 7,5W.
Questo valore descrive l’assorbimento elettrico nominale nelle condizioni specificate.
Utilizzando la tensione e la potenza nominali è possibile calcolare una corrente teorica:
Corrente = Potenza / Tensione
7,5W / 24V = 0,3125A
La corrente nominale calcolata è quindi di circa 0,31A, assumendo che la potenza indicata si riferisca al funzionamento a 24V DC.
Si tratta di un calcolo teorico e non di una misurazione indipendente.
La corrente effettiva può variare in funzione della temperatura della bobina, della resistenza dell’avvolgimento e delle condizioni operative.
La potenza di 7,5W non rappresenta la forza di tenuta magnetica.
Non è possibile determinare in modo affidabile una capacità di tenuta espressa in chilogrammi basandosi soltanto sulla potenza elettrica.
Quanto peso può trattenere l’elettromagnete Ø25×29 mm?
Per questo modello non è stato specificato un valore verificato della forza di tenuta.
La forza magnetica effettiva dipende da diversi fattori:
- Materiale del componente
- Spessore del metallo
- Area di contatto
- Planarità della superficie
- Traferro
- Vernici o rivestimenti protettivi
- Tensione di alimentazione
- Geometria del circuito magnetico
- Orientamento del componente e direzione del carico
Un componente spesso e piano in acciaio ferromagnetico, a diretto contatto con la superficie attiva, può comportarsi diversamente rispetto a un pezzo sottile, curvo o rivestito.
Per progettare un’attrezzatura affidabile è consigliabile verificare la forza di tenuta utilizzando il componente reale nelle condizioni di esercizio previste.
Questo modello non deve essere presentato come elettromagnete di sollevamento certificato senza prove e documentazione adeguate.
Quali componenti metallici può trattenere questo elettromagnete?
L’elettromagnete può essere valutato per il mantenimento di piccoli componenti realizzati con materiali dotati di proprietà ferromagnetiche adeguate.
Esempi:
- Piccole piastre in acciaio
- Componenti in lamiera d’acciaio
- Dischi in acciaio
- Rondelle in acciaio
- Clip ferromagnetiche
- Piccoli componenti stampati
- Parti meccaniche a base di ferro
- Elementi di fissaggio in acciaio compatibili
La possibilità di trattenere un determinato componente dipende dal materiale, dalla geometria, dalle condizioni superficiali e dal contatto con l’elettromagnete.
Prima dell’integrazione in un’attrezzatura di controllo qualità si consiglia di effettuare prove con un campione rappresentativo della produzione.
L’elettromagnete può trattenere componenti in alluminio?
No, non nello stesso modo dei componenti in acciaio o ferro ferromagnetico.
Un comune elettromagnete di tenuta in corrente continua non produce sull’alluminio un’attrazione magnetica statica paragonabile a quella esercitata su materiali ferromagnetici idonei.
Questa limitazione riguarda anche:
- Rame
- Ottone
- Altri metalli non ferromagnetici
Il fatto che un componente sia metallico non significa automaticamente che possa essere trattenuto magneticamente.
Il materiale deve possedere proprietà magnetiche appropriate.
Per il fissaggio di componenti non ferromagnetici è opportuno valutare tecnologie alternative, come sistemi meccanici o di presa a vuoto.
Può trattenere componenti in acciaio inox?
Il comportamento magnetico dell’acciaio inox dipende dalla sua qualità metallurgica e dallo stato del materiale.
Alcuni tipi di acciaio inox presentano proprietà magnetiche significative, mentre altri reagiscono debolmente al campo magnetico.
Per esempio, gli acciai inox ferritici e martensitici hanno generalmente un comportamento magnetico diverso rispetto alle comuni qualità austenitiche.
Anche la deformazione a freddo può influenzare le proprietà magnetiche di determinati acciai inox.
Pertanto, l’idoneità dell’elettromagnete deve essere verificata utilizzando il materiale reale e considerando la geometria del componente.
Non è corretto presumere che tutti i componenti in acciaio inox possano essere trattenuti in modo affidabile.
Qual è la differenza tra un elettromagnete e un magnete permanente?
La differenza principale riguarda la possibilità di controllare elettricamente il campo magnetico di tenuta.
| Magnete permanente | Elettromagnete |
|---|---|
| Genera un campo magnetico senza alimentazione elettrica | Genera il campo principale di tenuta quando è alimentato |
| Non richiede elettricità per l’attrazione magnetica | Richiede alimentazione elettrica per funzionare |
| Può richiedere una separazione meccanica per il rilascio | Può essere disattivato elettricamente per facilitare il rilascio |
| Adatto alla tenuta magnetica passiva | Adatto ai cicli automatizzati di tenuta e rilascio |
| Funzionamento magnetico senza comando elettrico | Integrabile nelle sequenze di comando |
Nei processi di controllo che prevedono ripetute operazioni di fissaggio e rilascio, un elettromagnete può offrire vantaggi pratici.
Tuttavia, quando è richiesto un rilascio affidabile, è necessario considerare il magnetismo residuo e la configurazione meccanica.
L’elettromagnete può essere controllato tramite PLC?
Sì. L’elettromagnete Ø25×29 mm può essere comandato mediante un sistema basato su PLC, utilizzando un circuito elettrico adeguato.
Esempio di sequenza:
Il sensore rileva il pezzo → Il PLC invia il comando → L’elettromagnete si attiva → Il pezzo viene trattenuto → Il controllo termina → L’elettromagnete si disattiva → Il pezzo viene rilasciato
Il PLC può coordinare l’elettromagnete con:
- Sensori fotoelettrici
- Sensori di prossimità
- Telecamere industriali
- Strumenti di misura
- Temporizzatori
- Attuatori pneumatici
- Sistemi di ispezione automatizzati
La possibilità di collegare direttamente l’elettromagnete a un’uscita PLC dipende dalla capacità elettrica dell’uscita stessa.
Se l’uscita non è adatta a commutare il carico, è necessario utilizzare un relè o un driver appropriato.
Occorre inoltre prevedere la protezione contro le sovratensioni induttive.
Può essere utilizzato nei sistemi di controllo qualità con telecamera?
Sì, purché l’attrezzatura e il sistema di visione siano progettati correttamente.
Nei sistemi di visione industriale, il posizionamento costante del componente è spesso essenziale per ottenere immagini ripetibili.
Un sistema di tenuta magnetica idoneo può contribuire a:
- Mantenere costante l’orientamento del pezzo
- Stabilizzare la posizione durante l’acquisizione dell’immagine
- Riprodurre le stesse posizioni di controllo
- Ridurre i movimenti indesiderati
- Consentire un rilascio controllato dopo l’ispezione
Ad esempio, un piccolo componente ferromagnetico in acciaio può essere posizionato contro una superficie di riferimento e mantenuto magneticamente mentre una telecamera ne esamina le caratteristiche visibili.
Al termine dell’ispezione, l’elettromagnete può essere disattivato per consentire la rimozione del pezzo.
È opportuno valutare anche la possibile influenza del campo magnetico su sensori, strumenti di misura e altre apparecchiature sensibili situate nelle vicinanze.
L’elettromagnete è adatto alle attrezzature di controllo dimensionale?
L’elettromagnete può essere preso in considerazione per attrezzature nelle quali un piccolo componente ferromagnetico deve rimanere in una posizione definita durante la misurazione.
Possibili applicazioni:
- Controllo delle dimensioni
- Verifica del posizionamento
- Misurazioni con calibri e strumenti di controllo
- Misurazioni basate su sensori
- Ispezione automatizzata dei componenti
L’elettromagnete può costituire uno degli elementi del sistema di fissaggio.
Per ottenere un posizionamento preciso possono essere necessari anche arresti meccanici, superfici di riferimento, perni di centraggio e una geometria adeguata dell’attrezzatura.
L’attrazione magnetica, da sola, non garantisce la precisione dimensionale.
L’attrezzatura completa deve essere validata rispetto ai requisiti di ripetibilità della misura.
Può essere utilizzato nei sistemi di rilevamento della presenza dei pezzi?
Sì. L’elettromagnete può essere integrato in un’attrezzatura automatizzata nella quale un sensore determina la presenza o l’assenza di un componente.
Possibile sequenza operativa:
- Il componente raggiunge la posizione di controllo.
- Un sensore rileva il pezzo.
- Il controllore attiva l’elettromagnete.
- Il componente viene trattenuto durante l’ispezione.
- Il risultato del controllo viene registrato.
- Il controllore interrompe l’alimentazione.
- Il componente viene rilasciato.
L’elettromagnete svolge la funzione di tenuta, mentre il rilevamento viene effettuato dal sensore.
Non deve quindi essere descritto come un sensore di presenza autonomo.
Può essere utilizzato nelle attrezzature per marcatura laser?
L’elettromagnete può essere valutato per mantenere piccoli componenti ferromagnetici idonei durante le operazioni di marcatura e identificazione.
Possibili applicazioni:
- Marcatura laser
- Marcatura a getto d’inchiostro
- Applicazione di numeri di serie
- Identificazione dei componenti
- Posizionamento prima della marcatura
Una posizione stabile del pezzo può contribuire a mantenere l’allineamento tra il sistema di marcatura e il componente.
Tuttavia, l’idoneità dell’attrezzatura deve essere verificata considerando temperatura, vibrazioni, forze di processo e possibili interferenze elettromagnetiche.
Le prestazioni di tenuta devono essere provate utilizzando il componente reale nelle condizioni di marcatura previste.
Può essere utilizzato nelle piccole attrezzature di assemblaggio?
Sì. Questo elettromagnete compatto può essere adatto al posizionamento temporaneo di piccoli componenti ferromagnetici durante determinate operazioni di assemblaggio.
Per esempio, può essere utilizzato per mantenere un piccolo componente in acciaio mentre un altro elemento viene posizionato o controllato.
Possibili applicazioni:
- Assemblaggio di piccoli componenti
- Controllo prima dell’assemblaggio
- Orientamento dei pezzi
- Posizionamento temporaneo
- Stazioni di assemblaggio automatizzate
La scelta dell’elettromagnete deve tenere conto della forza di tenuta necessaria e dei carichi meccanici presenti durante l’operazione.
Non deve sostituire un sistema di bloccaggio meccanico sicuro in presenza di forze significative, salvo verifica della sua idoneità.
Perché il traferro è importante per la forza di tenuta magnetica?
La distanza tra la superficie attiva dell’elettromagnete e il componente ferromagnetico influenza notevolmente le prestazioni di tenuta.
All’aumentare del traferro, l’attrazione magnetica può diminuire in modo significativo.
Un traferro può essere causato da:
- Vernici
- Rivestimenti protettivi
- Pellicole plastiche
- Sporco
- Rugosità superficiale
- Superfici curve
- Contatto non uniforme
- Deformazioni del componente
Negli elettromagneti di tenuta, un buon contatto tra la superficie magnetica attiva e il pezzo è generalmente vantaggioso.
Durante la progettazione dell’attrezzatura occorre valutare la geometria reale delle superfici, senza presumere un contatto ideale sull’intera area.
La superficie di contatto influisce sulla forza di tenuta?
Sì.
L’area di contatto effettiva tra l’elettromagnete e il componente influenza il circuito magnetico.
Una superficie ferromagnetica piana con un buon contatto può presentare un comportamento diverso rispetto a una superficie stretta, curva o irregolare.
I principali fattori da considerare sono:
- Area di contatto
- Spessore del componente
- Planarità della superficie
- Spessore dei rivestimenti
- Contaminazione superficiale
- Allineamento
- Traferro
Per le applicazioni che richiedono un’elevata ripetibilità, le condizioni di contatto dovrebbero rimanere il più possibile costanti.
Una forza di tenuta misurata in condizioni ideali di laboratorio potrebbe non corrispondere alle prestazioni effettive in un’attrezzatura di produzione.
A cosa serve il foro di montaggio posteriore?
Nell’immagine del prodotto è visibile un foro di collegamento centrale nella parte posteriore dell’elettromagnete.
Questo elemento può essere utilizzato come parte di un sistema di fissaggio meccanico idoneo.
Tuttavia, la dimensione esatta della filettatura e la relativa norma di collegamento non sono specificate nei dati tecnici disponibili.
Non è quindi corretto presumere una filettatura M3, M4, M5 o di altra misura senza conferma.
Prima di realizzare una staffa di montaggio, le dimensioni del collegamento devono essere verificate mediante il disegno tecnico del prodotto o una misurazione diretta.
Un fissaggio meccanico corretto è importante per la stabilità dell’attrezzatura e la ripetibilità delle operazioni.
È possibile utilizzare più elettromagneti nella stessa attrezzatura?
Sì. Più elettromagneti compatti possono essere integrati in un’unica attrezzatura, purché la progettazione meccanica ed elettrica sia adeguata.
Ad esempio, un componente ferromagnetico di dimensioni maggiori potrebbe richiedere il mantenimento:
- In due posizioni distinte
- Su quattro punti di riferimento
- In diverse zone di controllo
- Su più stazioni della stessa attrezzatura
L’impiego di più elettromagneti consente di distribuire i punti di tenuta sul componente.
Ogni elettromagnete deve essere valutato singolarmente in relazione alle condizioni di contatto e ai requisiti di tenuta.
Anche l’alimentazione elettrica deve essere dimensionata per la potenza e la corrente complessive.
Ad esempio, quattro elettromagneti da 7,5W alimentati contemporaneamente comportano una potenza elettrica nominale totale di 30W.
Questo calcolo non permette di determinare la forza di tenuta complessiva.
L’elettromagnete può essere utilizzato per sollevare o trasportare componenti?
L’elettromagnete può attirare componenti ferromagnetici idonei, ma la sua applicazione principale è il mantenimento e il posizionamento temporaneo all’interno di attrezzature di controllo qualità.
Non deve essere automaticamente classificato come elettromagnete industriale di sollevamento.
Per questo modello non sono disponibili dati verificati relativi a:
- Portata nominale di sollevamento
- Carico sospeso ammissibile
- Coefficiente di sicurezza
- Prestazioni di sollevamento certificate
Pertanto, il prodotto non deve essere impiegato per il sollevamento di carichi o in applicazioni critiche per la sicurezza senza un’adeguata verifica tecnica.
La sua funzione prevista consiste nel mantenere in modo controllato piccoli componenti nelle attrezzature di ispezione e collaudo.
Può essere utilizzato come blocco di sicurezza?
Questo elettromagnete non deve essere presentato come un dispositivo di interblocco di sicurezza certificato.
Per il modello non sono state specificate norme o certificazioni relative ai dispositivi di blocco di sicurezza.
Le applicazioni potenzialmente critiche comprendono:
- Ripari delle macchine
- Porte di accesso del personale
- Coperture protettive
- Sistemi di trattenuta dei carichi
- Dispositivi di ritenuta di emergenza
Tali applicazioni richiedono componenti di sicurezza appositamente progettati e validati.
Un comune elettromagnete di tenuta non deve costituire l’unico mezzo di protezione delle persone.
Cosa succede quando viene interrotta l’alimentazione elettrica?
Quando l’alimentazione a 24V DC viene interrotta, il campo elettromagnetico principale di tenuta scompare.
In condizioni appropriate, ciò consente al componente di separarsi dalla superficie magnetica.
Tuttavia, il rilascio effettivo può dipendere da:
- Magnetismo residuo
- Geometria del componente
- Adesione tra le superfici
- Ostacoli meccanici
- Orientamento dell’attrezzatura
- Gravità
- Forze esterne
Questo comportamento è particolarmente importante nei sistemi automatizzati in cui il componente deve essere rilasciato in una fase precisa.
Se l’attrazione residua impedisce un rilascio affidabile, può essere necessario un meccanismo di separazione meccanico o pneumatico adeguato.
Anche il comportamento del sistema in caso di perdita dell’alimentazione deve essere considerato nella valutazione dei rischi della macchina.
In che cosa questo prodotto si distingue dagli altri elettromagneti Magneteksan?
Magneteksan propone soluzioni elettromagnetiche per diverse applicazioni industriali, tra cui movimentazione di componenti metallici, automazione, robotica e posizionamento di pezzi.
La configurazione distintiva di questo modello è:
Ø25×29 mm + 24V DC + 7,5W + Modello DM + Attrezzatura compatta per controllo qualità
A differenza degli elettromagneti più grandi destinati alla movimentazione di componenti metallici di maggiori dimensioni, questo modello è orientato alle attrezzature compatte di ispezione e collaudo.
Il piccolo corpo cilindrico permette di valutarne l’impiego in sistemi con spazio limitato, dove la funzione principale è il mantenimento temporaneo di piccoli componenti ferromagnetici.
La scelta dell’elettromagnete deve basarsi sulle esigenze reali dell’applicazione e non soltanto sulle dimensioni o sulla potenza elettrica.
È possibile realizzare elettromagneti compatti su misura?
Gli elettromagneti possono essere progettati in diverse configurazioni per soddisfare le esigenze di specifiche applicazioni industriali.
I parametri personalizzabili possono includere:
- Diametro del corpo
- Altezza del corpo
- Tensione di funzionamento
- Potenza elettrica
- Configurazione del cavo
- Collegamento meccanico
- Geometria della superficie di contatto
- Forza di tenuta richiesta
- Ciclo di funzionamento
Per una progettazione personalizzata è importante valutare il materiale e le dimensioni del componente, la forza necessaria, le condizioni di contatto e la durata dell’alimentazione.
Un elettromagnete compatto destinato a brevi cicli di ispezione può avere requisiti progettuali diversi da un modello che deve rimanere alimentato in modo continuo.
Il fattore di servizio ammissibile e le caratteristiche termiche devono quindi essere definiti per la specifica configurazione.
Quali informazioni sono necessarie per richiedere un preventivo per un elettromagnete su misura?
Per la valutazione tecnica e la preparazione di un’offerta si consiglia di fornire le seguenti informazioni:
- Applicazione: Controllo qualità, misurazione dimensionale, ispezione con telecamera, collaudo o assemblaggio.
- Materiale del componente: Acciaio al carbonio, acciaio inox o altro materiale specificato.
- Dimensioni del componente: Lunghezza, larghezza, spessore e geometria.
- Peso del componente: Peso effettivo del pezzo da trattenere.
- Forza di tenuta richiesta: Forza necessaria nelle condizioni operative previste.
- Superficie di contatto: Forma, dimensioni e finitura superficiale.
- Traferro: Distanza prevista tra la superficie magnetica e il componente.
- Tensione di funzionamento: Tensione continua richiesta.
- Vincoli elettrici: Alimentazione disponibile e limiti del sistema di comando.
- Ciclo operativo: Frequenza delle operazioni di tenuta e rilascio.
- Durata dell’alimentazione: Tempo di attivazione e intervallo di raffreddamento o disattivazione.
- Spazio di installazione: Diametro, altezza e ingombri disponibili.
- Metodo di fissaggio: Collegamento meccanico e orientamento di montaggio.
- Sistema di comando: PLC, relè, driver o controllore dedicato.
- Disegni tecnici: Disegni del componente, layout dell’attrezzatura e dettagli di installazione.
Queste informazioni permettono di valutare se il modello standard Ø25×29 mm, 24V DC, 7,5W sia adeguato oppure se sia necessaria una configurazione personalizzata.
Magneteksan – Elettromagneti compatti per controllo qualità e automazione industriale
Magneteksan progetta e produce soluzioni magnetiche industriali per automazione, ispezione, movimentazione di componenti metallici e macchine speciali.
L’elettromagnete di tenuta Ø25×29 mm, 24V DC, 7,5W per attrezzature di controllo qualità offre una soluzione di fissaggio magnetico a comando elettrico per piccoli componenti ferromagnetici idonei utilizzati nei processi di ispezione e collaudo.
Grazie alla struttura cilindrica compatta, al collegamento cablato e all’alimentazione a 24V DC, il modello può essere valutato per attrezzature di controllo automatizzate, stazioni di visione industriale, sistemi di misura dimensionale e piccole applicazioni di assemblaggio.
L’integrazione della tenuta magnetica in un’attrezzatura progettata correttamente può contribuire al posizionamento ripetibile dei componenti e al loro rilascio controllato durante i cicli produttivi automatizzati.
Per lo sviluppo di nuove macchine o l’aggiornamento di attrezzature esistenti, Magneteksan può valutare il materiale dei componenti, i requisiti di tenuta, le dimensioni di installazione, il comando elettrico e le condizioni operative per individuare una configurazione di elettromagnete appropriata.



